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Il 2015 è anche il secondo anno consecutivo in cui la Relazione annuale riveste la forma di integrated report, in cui sono raccolte le informazioni obbligatorie di natura finanziaria insieme a dati di carattere strategico, organizzativo e di business, che anno lo scopo di meglio inquadrare la fisionomia del Gruppo, di evidenziare i profili di sostenibilità del proprio modello di sviluppo ed offrirne una prospettiva allargata alle implicazioni economiche e sociali.

Questa scelta, operata a cominciare dall’esercizio 2013/2014, è funzionale a realizzare per fasi successive una reportistica sempre più evoluta, che testimoni la correlazione esistente tra performance finanziaria e non-finanziaria ed offra una visione del proprio business il più possibile completa.

A tale fine è stato ritenuto essenziale, ed al contempo efficace, ricercare una combinazione prima ed una riorganizzazione poi delle diverse informazioni, in modo da evidenziare le diverse prospettive apportate dagli stakeholder che sono partecipi direttamente od indirettamente, del progetto imprenditoriale di MAG.

L’evoluzione delle forme e modalità di reporting ha radice in una crescita della cultura aziendale, che non è soltanto indotta dall’innalzamento dei livelli di compliance – sempre più stringenti – ma dallo sviluppo di una consapevolezza delle dimensione della social responsibility, nelle diverse forme in cui può trovare espressione.

Non a caso l’eredità storica dei dibattiti dottrinali sul tema del trade off tra responsabilità individuale e dell’impresa nel contesto generale, ha identificato i momenti dell’accountability e pure del controllo sociale come complementari alla portata della norma.

Christopher D. Stone intitolava lucidamente Where the Laws Ends[1], una brillante analisi empirica ed anticipatoria commissionata dalla National Science Foundation, di casi di frode finanziaria così come di influenza politica delle corporation.

Il sistema di governo del Gruppo si è evoluto nel tempo su base volontaria avendo a riferimento le best practice delineate dai mercati regolamentati, nel rispetto di principi di gradualità e proporzionalità che tenessero conto delle dimensioni aziendali e dello stadio di maturazione delle strutture.

Nondimeno, la corporate governance è stata strutturata parallelamente ad un percorso di maturazione identitaria, assumendo una configurazione che oggi la colloca sostanzialmente in linea con modelli di una certa complessità.

Nell’ultima parte dell’esercizio è stato avviato un programma di implementazione di un sistema di controllo interno e di gestione dei rischi ai sensi del D.Lgs. n. 262/2005, orientato al raggiungimento per fasi successive di un regime di compliance integrata, che sia imperniato cioè anche dal punto di vista della conformità normativa su una visione il più possibile integrata e trasversale dei rischi di compliance e possa costituire garanzia di una corretta e trasparente informativa interna e verso gli stakeholder in generale.

Nella presente Relazione sono introdotti degli indicatori ambientali, individuati coerentemente con le indicazioni dell’IIRC[2] e la cui rilevazione è stata avviata con una certa sistematicità nei principali stabilimenti del Gruppo a partire dall’esercizio 2014/15. Pur non avendo le attività industriali condotte dal Gruppo un tasso significativo di pericolosità ambientale, così come percettibile dai valori stessi degli indicatori, la consapevolezza che costitusca un tema sensibile nella percezione interna ed esterna ha fatto ritenere opportuno iniziare un processo di rilevazione che oltre ad essere utile momento di autodiagnosi è anche funzionale al conseguimento di alcune certificazioni ambientali che è in programma dal 2016.

Integrated è anche un termine rappresentativo dell’offerta del Gruppo che su basa sull’ integrazione di prodotti e servizi così come su una combinazione di tecnologie in parte consolidate ed in parte contenenti elementi di forte innovazione. Il settore di appartenenza peraltro, quello dell’industria aeronautica, ha delle dinamiche molto particolari che delineano delle speciali esigenze informative per poter contestualizzare eventi e decisioni e rappresentare al meglio il contributo di queste alla creazione di valore. In generale il tema è quello dell’elevata intensità di investimento e di cicli economici che per la maggior parte dei segmenti in cui opera il gruppo si svolgono in un orizzonte di medio-lungo, a volte lunghissimo, periodo.

In questo quadro la prospettiva degli stakeholder, ovvero di coloro che hanno un interesse “at stake” nell’impresa e che ne condividono il rischio, attribuisce una carattere multidimensionale alle strategie che guardano a questo lungo periodo che è insieme elemento di comprensione del contributo alla creazione dei valore e presupposto di verifica.

L’accountability è infatti per certi versi un dovere normativo, ove si guardi ai diversi regimi di compliance, un’attitudine, ove si accentui la componente culturale ed aspirazionale ma anche aspettativa di ottenere un riconoscimento di accettabilità sociale del proprio comportamento.

Da un punto di vista metodologico alcune sezioni chiaramente identificate nella prima parte della presente Relazione, comprendono informazioni fornite su base volontaria, avendo a riferimento i principi e le indicazioni fornite dall’IIRC.

La Relazione finanziaria annuale al 30 settembre 2015 è altresì formata dalla RELAZIONE SULLA GESTIONE, dal BILANCIO CONSOLIDATO AL 30 SETTEMBRE 2015 e dal BILANCIO DI ESERCIZIO AL 30 SETTEMBRE 2015.

[1] Christopher D. Stone, “Where The Law Ends: The Social Control of Corporate Beahvior”, Harper 6 Row, 1975. Ricerca finanziata dalla US National Science Foundation e sostenuta dal Foundation’s Law and Social Science Program e svolta con la partecipazione della Faculty of Law della University of Southern California.

[2] International Integrated Reporting Council.